PER NON DIMENTICARE...E' PASSATO UN ANNO, TRA DUE GIORNI SARA' IL GIORNO DELLA MEMORIA..IL GIORNO PER NON SCORDARE LA SHOAH. QUESTA MIA POESIA PER COMMEMORARE.
IL GHETTO
L'inverno è appena cominciato,
ma
fitta neve scende, coprendo tutte le strade.
Loro, chiusi nel
ghetto,
son consapevoli che tra non molto sarà la fine.
La via
è sdrucciolevole
e un uomo anziano, con una coperta in
testa,
scivolando, addosso a una guardia va a cadere.
Si ode un
grido di dolore.
L'agente, inferocito e senza cuore, ha colpito il vecchio ebreo, facendolo
cadere.
Lo spigolo del marciapiede gli ha rotto il capo
ed
ora la neve è rossa del sangue del canuto signore.
Eppur
anche lui era un uomo, ma nel ghetto
quell'essere umano vale meno
di niente.
Bambini tutti intorno cercano pane,
i genitori non
ci son più, son stati sterminati e loro
alla mercé della
sorte si sono ritrovati.
La gente che è nel ghetto ha già i suoi
figli da sfamare
e i bimbi soli sono sul marciapiede a
crepare.
Alzano le loro manine in cerca di un po' di cibo,
ma
nel ghetto la vita è troppo dura
e chi ha qualcosa lo
conserva con la massima cura,
anche se sa che quei bambini
morranno di freddo e fame.
Sull'angolo di una casa una donna accucciata a terra piange,
la notte
scorsa è morto il suo bambino.
La neve cade con grandi fiocchi
bianchi,
mentre lei pensa che, senza il suo piccino,sente che la sua vita non avrà più
valore.
E' inverno, ma non si sentono
vocii allegri e giochi
di bambini
e nessuno lancia palle di neve, perché questo non è più il
momento di giocare.
Le priorità sono la fame e un luogo dove dal
freddo riparare.
La cattiva stagione porta solo carestia e tanto
dolore,
ovunque file di gente per la razione di pane,
per il
carbone e poi ancora per il pane.
Le altre stagioni non son meglio
di questa,
lo spazio è ristretto, le case son tutte grigie,
il
caldo è soffocante e la gente non riesce a respirare.
Non possono
goder dei giardini la frescura,
nè far beneficiare l'anima col
color della natura.
In quel luogo ogni giorno è intriso di
paura.
I volti di quelli che restano sono segnati dalla
disperazione,
consci che sarà Auschwitz la loro destinazione.